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mercoledì 25 aprile 2018

Segnalazione "Storie speciali di persone normali" - Marco Caneva

Anche oggi una bella segnalazione in collaborazione con "Il taccuino". Come sempre speriamo di incuriosirvi e di presentarvi al meglio l'autore e il suo libro. 


Dieci storie, dieci modi di vedere la vita, di scoprire il proprio coraggio, di abbandonarsi al flusso dell'esistenza. Dieci racconti di quel momento particolare in cui si ha la sensazione di superare un limite, di essere presenti a se stessi come mai prima, di fare la differenza. Marco Caneva racconta di gente comune e del suo quotidiano, illuminando i gesti e i pensieri di uomini e donne che altrimenti non verrebbero mai considerati. 
Dall'Afghanistan alla Korea del Nord, passando per l'Italia e viaggiando verso un futuro lontano, Storie speciali di persone normali ricorda a chi legge che dentro ogni uomo batte il cuore di un combattente, e non importa se le azioni dei personaggi dei racconti siano silenziose o eclatanti, perché ciò che conta è provarci, e non arrendersi. 



Titolo: Storie speciali di persone normali 
Autore: Marco Caneva 
Editore: Caosfera Edizioni 
Genere: Raccolta di racconti  
Prezzo: 15 
Pagine: 130
Formato: Cartaceo 
Collana: Riflessioni
ISBN:  978-88-6628-490-1

Sinossi: 
Dagli altopiani afgani alla rigida Korea del Nord fino all'Italia, tra rivalsa, speranza, onore e gesti di bontà, dieci racconti su persone comuni che scoprono di essere speciali. Dieci storie diverse ,ma unite dal filo conduttore del coraggio e dalla voglia di riscatto, che ogni uomo prova di fronte alle ingiustizie e ai dolori della vita. 


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«[] Cominciò a recitare alcuni versi del Corano, quelli che piacevano a lui però, non quelli che gli avevano insegnato. Quelli che raccontavano di fiumi di miele e di latte, di datteri dolci come mai, di belle donne velate. Di amore e di pace.
Di bambini che giocano, invece che morire».


I dieci racconti contenuti in Storie fantastiche di persone normali di Marco Caneva presentano situazioni e ambienti diversi tra loro, ma trattano tutti delle reazioni di fronte ai drammi, intimi o universali, che coinvolgono ogni uomo in ogni parte del mondo. Temi forti come la guerra, il razzismo, la violenza sulle donne, l'immigrazione, l'ecologia e la disabilità, ma anche disagi privati e all'apparenza meno importanti, sono esposti con delicatezza ed empatia, e la profondità dell'analisi psicologia dei protagonisti riesce a far sentire il lettore vicino a ognuno di essi, e a immedesimarsi e a soffrire con loro. Ad esempio nel racconto I fiori gialli di Kabul la poesia dei pensieri di pace del piccolo protagonista, il cui nome significa "Fiori", si contrappone al crudele tema del sacrificio di innocenti in nome di un ideale distorto. In una storia in cui la vita non ha più valore perché la violenza deve vincere su di essa, si assiste alla rivalsa di un giovane eroe che da solo cambia il destino di uomini diversi da lui, ma che sente suoi fratelli. In La grande luce rossa nel cielo è la privazione della libertà personale e della possibilità di sognare a fare da sfondo a una vicenda in cui la smania di potere di dittatori folli distrugge un intero paese. E nessuno potrà mai dimenticarsi l'immagine delle monetine sparse al suolo, unica testimonianza di una vita dedicata alla fatica di persone cancellate da una bomba nucleare, sganciata per una inutile dimostrazione di forza. Caneva però non riporta solo storie dedicate ai grandi drammi del nostro secolo. Centoventisette secondi è il racconto di un uomo in sedia a rotelle che capisce, grazie a un suo piccolo atto eroico, di essere ancora se stesso, e di poter ancora dare il proprio contributo al mondo. Che le persone non cambiano solo perché la vita la ha menomate. In Il gigante buono si fanno gli amari conti con i pensieri di un giovane immigrato, con la sua dignità, con la sua speranza di un futuro sereno per la propria famiglia in un paese straniero, con i suoi gesti di altruismo ma soprattutto col suo bisogno di sentirsi chiamato per nome e non "negretto". E infine la storia L'ultima goccia, probabilmente la più poetica dell'intera raccolta, in cui si narra della consapevolezza che sopraggiunge, se si è fortunati, alla fine della vita. Il protagonista Pietro capisce i suoi errori, si accetta per quello che è, e si abbandona al suo destino nel mare che "era la sua vita". Caneva dipinge un quadro delicato e tragico del momento in cui la barca del protagonista affonda, e che rimane impresso nella mente di chi leggere, per la forza di Pietro di aggrapparsi agli ultimi istanti di vita e di morire come un vero capitano. 



Marco Caneva: 
Nato nel 1978 a Monza, e ha trascorso l'infanzia in Estremo e Medio Oriente. La vicinanza con una cultura tanto diversa dalla propria l'ha portato sin da piccolo a scrivere storie in cui riversare le proprie riflessioni sulle particolari esperienze. Ha partecipato a diversi concorsi letterari con varie raccolte di racconti, arrivando sempre alle fasi finali. Grazie a uno di essi, il premio letterario Energheia, è stato pubblicato della edizioni Caosfera il suo primo lavoro Storie speciali di persone normali. 

Contatti:



Grazie per l'attenzione. Alla prossima!





Seconda giornata della rubrica "Quattro blog per un autore" - Io ti ritroverò di Veronica Bua

Eccoci qui con un nuovo appuntamento della rubrica "Quattro blog per un autore"! Oggi vi parleremo del romanzo scritto da Veronica Bua. 




Titolo: Io ti ritroverò
Autore: Veronica Bua  
Genere: Drammatico






Sinossi: 
Lily è una giovane ragazza che viene ritrovata su una spiaggia irlandese, nuda e quasi esanime. Viene salvata da Sofia, una donna di mezza età del villaggio vicino, che la porta a casa sua e le presta le cure necessarie per salvarle la vita. Lily non ricorda altro che il suo nome, non sa niente di sé stessa e tanto meno ricorda come sia finita in mare. Ha solo dei sogni ricorrenti che non sa se corrispondano a fantasia o realtà. Sofia le promette di aiutarla a ritrovare i suoi ricordi e la sua famiglia e, nel frattempo, la sua vita sembra anche prendere una piega normale. Lily trova un lavoro e sembra procedere tutto per il meglio, finché non comincia a notare qualcosa di strano negli abitanti del villaggio... qualcosa non le torna, le persone non sono come sembrano e anche lo stesso villaggio sembra nascondere qualcosa di inquietante... una serie di avvenimenti la portano a sospettare di tutto e di tutti, persino di Sofia... 



“LA VITA DIVERTENTE DI UN AUTORE”


Ci sarà sicuramente un aneddoto divertente legato alla stesura del tuo romanzo. Raccontaci un po’ del lato comico legato al tuo libro o magari legato alle tue prime presentazioni davanti a un pubblico.

Di particolarmente divertente niente, anche se mi immagino spesso i miei personaggi in rivolta stile folla inferocita con tanto di forcone che mi aspettano fuori casa per vendicarsi per tutto quello che gli faccio passare.









martedì 24 aprile 2018

Segnalazione " Il senso della colpa" - Daniel Di Benedetto

È il momento di un'altra segnalazione! Questa volta si tratta di narrativa noir, quindi preparatevi a misteri da risolvere, vite da ricostruire pezzo per pezzo, indizi inafferrabili e rivelazioni destabilizzanti.
Buona lettura readers!




Titolo: Il senso della colpa
Autore: Daniel di Benedetto 
Editore: Dark Zone 
Genere: narrativa noir
Pagine: 195
Data di uscita: 10 maggio 2018 (cartaceo), data indicativa per l'ebook 15 maggio 2018










Sinossi: Il corpo avvolto tra le lenzuola, le mutandine sfilate e il sorriso di Anna che non tornerà più. Il maresciallo Giuseppe Occhipinti deve indagare sulla morte di quella ragazza che aveva imparato ad amare come un padre e come un fratello. Ricostruire la vita di una persona che pensava di conoscere e che scoprirà essere sempre più lontana dall'idea che aveva di lei. Notti brave, droga, amori fugaci. Una storia raccontata a più voci e che viaggia su binari paralleli fino a ricongiungersi in un finale dove niente è davvero quello che sembra, in un crescendo di adrenalina senza alcun filtro, sullo sfondo di una Torino mai così viva e pulsante prima d'ora.


Se la trama vi ha incuriosito, lascio di seguito un estratto:


< Sei partita, improvvisa come la notte e luccicante come la scia di una cometa. Sei una stella nel cielo infinito ora, Anna. E mi succede da sempre una cosa strana, quando vinco la mia ritrosia e mi lascio convincere a guardare le stelle. Fin da quando ero solo un bambino, ricco di sogni e di progetti da realizzare, ogni volta che la notte si presenta al gran completo e si lascia guardare, inizio a piangere. Commosso dalla bellezza del firmamento e dall’immensità del contrasto meraviglioso tra buio e luce, la vergogna nel lasciare trasparire le emozioni che ho dentro diventa uno sfogo che mi dà forza, linfa nuova.
«Papà, come nascono le stelle?» chiedevo spesso allora. E mio padre, uomo dai principi morali integerrimi, ma profondamente allergico a tutto ciò che poteva significare debolezza davanti ai figli e religiosità bigotta, mi guardava di sottecchi senza dire mai nulla. Una sera però, la notte del dieci agosto di tanti anni fa, a quella solita e innocente domanda diede una risposta. Con un sospiro che sembrava provenire dal punto più profondo della sua anima, mi prese in braccio, facendomi accomodare sulle sue ginocchia.
Guardò in alto, indicando un punto immaginario in mezzo al cielo e mi disse semplicemente: «Giuseppe, dimmi un po’. Riesci a contarle tutte? Quante stelle vedi? Dieci, cento, mille. Un milione e forse ancora di più. Ora, ti dirò una cosa. È un segreto che non conosce nessuno, mi raccomando. La realtà è questa: ogni sera, nel cielo spuntano decine di nuove stelle. Sono angeli, persone che non sono più qui con noi.»
«Nel senso che sono andate via per sempre, papà?»
«Sì, in un certo senso sì. Sono lontane, nel cielo. Ma siccome a loro manchiamo allo stesso modo in cui mancano a noi, queste persone continuano a guardarci e lo fanno da lassù. Ci proteggono, ci guidano. Quando abbiamo voglia e sentiamo il bisogno di salutarli, basta alzare la testa e fare ciao, così, con la mano aperta.»
«Così?» chiesi immediato, distendendo le braccia e iniziando ad agitare le mani in cenno di saluto all’infinito.
«Bravo, Peppe. Proprio così. E ti dirò di più, ma mi raccomando non lo svelare a nessuno. È un segreto per pochissimi, questo. Le stelle hanno la capacità di rispondere al tuo saluto. Se le guardi attentamente, dopo qualche momento potrai vedere la tua stella protettrice brillare un po’ più forte. Significa che ti sta abbracciando. Che ti sta proteggendo. Non dimenticarlo, Peppe. Questo è un segreto, da uomo a uomo. Me lo prometti?»
Mi persi nell’abbraccio che mi regalò. Fu uno dei pochi mai ricevuti da lui. Fu certamente l’ultimo. Il giorno dopo morì all’improvviso, senza darmi il tempo di salutarlo un’ultima volta. Senza ringraziarlo per il tempo che aveva passato con me, insegnandomi molte più cose di quante pensasse di avere fatto. Da allora, ogni volta che di notte guardo il cielo, cerco la mia stella protettrice, salutando con la mano aperta l’infinito e immaginando lo sguardo severo e fiero degli occhi di mio padre sorridere. Lui non era morto. Era andato in cielo a guardarmi, trasformandosi in stella.

E tu Anna, adesso sei accanto a lui. Salutamelo e stringilo forte in un abbraccio. Fallo per me, se puoi. >





Biografia: Daniel Di Benedetto nasce a Torino il 21 ottobre del 1981 e tuttora, nonostante tutto, vive da quelle parti. Ha un pensiero fisso nella testa. Vedere sorridere le persone.
Scrive sul blog da oltre dieci anni ( http://halfangel.iobloggo.com ), inoltre collabora periodicamente col sito internet www.nabikiblob.com dove si occupa dello spazio dedicato ai "cassetti della memoria", dal quale è nato un vero e proprio "spin off", un blog molto seguito e apprezzato (http://cassettidellamemoria.wordpress.com), e nel pochissimo tempo libero, oltre a cercare sempre l'ispirazione per provare a raccontare storie nuove, ha un classicissimo lavoro da impiegato. 
Ha due passioni: una è il calcio (è orgogliosamente "gobbo" dalla nascita, e ha giocato per vent'anni a pallone in tutte le categorie dilettantstiche regionali). L'altra è la sua Piccola Principessa. Sua figlia. Che sorride molto più di lui. Molto meglio. 
Ha iniziato a scuola a raccogliere pensieri su decine di bloc notes e quaderni, cercando di migliorarsi sempre e alla ricerca perenne di uno stile narrativo riconoscibile e efficace. Nel 2003 finalmente si decide a raccogliere alcuni racconti scritti negli anni e sempre gelosamente tenuti nascosti, in una raccolta autopubblicata intitolata "l'altra metà dell'angelo" che ha riscosso un discreto micro seguito, così da convincere la perenne pigrizia che lo perseguita a cimentarsi con un romanzo breve dalle atmosfere vagamente noir dal titolo "Per non perderti", col quale partecipa a diverse fiere e presentazioni in giro per l'Italia insieme al gruppo SEU. 
Alcuni suoi racconti hanno partecipato e sono stati selezionati in antologie pubblicate in seguito a concorsi letterari. Nella seconda metà del 2016 una nuova edizione di "Per non perderti" vede la luce grazie a Francesca Pace che decide di farlo entrare nella propria squadra. Diventa così a tutti gli effetti un autore della DZ EDIZIONI, venendo soprannominato affettuosamente "il lato intimista della Dark Zone". Con questa casa editrice a maggio 2017 pubblica il nuovo romanzo "Waiting". Questo romanzo, che punta tutto sulle emozioni reali della vita e gioca con i vari tipi di attesa che si possono avere nelle diverse età, conquista subito una buona fetta di pubblico e ottime recensioni. Il libro piace tanto da andare in ristampa dopo appena una settimana dal lancio, avvenuto al Salone Internazionale del Libro di Torino.