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lunedì 30 agosto 2021

Recensione "Onice nera" - Giovanni De Rosa

Titolo: Onice nera
Autore: Giovanni De Rosa
Editore: Edizioni Nulla Die
Genere: romanzo
Pagine: 232
Prezzo: 17,00 €




Un'antica leggenda narra che l'onice nera diede vita all'universo e che con la sua energia aiuti a mollare il passato e ad allontanare ciò che non è in armonia con la vita: per sopravvivere alle indecisioni e controllare la direzione delle proprie azioni. Ma l'impresa è ardua, soprattutto se le mille sfaccettature dell'amore complicano il percorso tra nero e bianco, buio e luce, pazzia e serenità. Kyra si ritrova sola nell'isola greca di Ikaria dov'è in vacanza, dopo che il suo compagno scompare all'improvviso. Un continuo fluire di ricordi si mischia agli avvenimenti del presente: la sua doppia natura confonde verità nascoste, conferme inaspettate, intrighi e menzogne. La realtà, come in un thriller, s'infittisce di continue sorprese. Riuscirà a sopravvivere ai fantasmi del suo passato, a realizzare una propria consapevole individualità e a incontrare l'alba di un giorno nuovo?


Onice nera è scritto in prima persona, prevalentemente dal punto di vista della protagonista femminile, Kyra. Una donna introversa, diffidente, che dopo l'improvvisa scomparsa del compagno Edoardo sull'isola greca Ikaria, dove si trovavano in vacanza, resta sola ad affrontare la sua mancanza.
Fin da subito ci rendiamo conto che Kyra si trova in una relazione tossica, in cui la prepotenza e l'aggressione verbale e psicologica sono all'ordine del giorno.
L'autore dedica molto spazio alle riflessioni della protagonista, ai suoi pensieri, considerazioni e ricordi. 
Gli eventi sono spezzati da flashbacks della sua vita di coppia, che il lettore analizza e sviscera con lei. 

Grazie alla sparizione di Edoardo c'è subito un elemento di mistero e dubbio nella trama, ma la prima parte del libro è molto più incentrata sull'interiorità e le riflessioni di Kyra, sul suo modo di vedere la vita e la sua relazione con il compagno. 
La seconda parte del libro invece, soprattutto una volta che la protagonista torna a Bologna dove vive, è più movimentata e si concentra sul caso da risolvere: chi è veramente Edoardo e che fine ha fatto? Se n'è andato volontariamente o qualcun altro è coinvolto?

Quello che Kyra continua a chiedersi, mentre indaga sulla verità, è se può farcela senza il compagno. 
Edoardo è un calcolatore, un manipolatore arrogante. E nel ripercorrere alcuni dei ricordi della protagonista, il lettore percepisce il gelo delle parole che lui le rivolge, la cattiveria volta a denigrare e svilire la donna che dice di amare. 
Kyra perdona, e difende una relazione che non ha basi d'amore e rispetto, accetta e subisce, pur di non restare sola. Lascia che lui la convinca della sua debolezza, e anzi se ne autoconvince. Lascia che lui faccia scelte di vita per lei, annullandosi. 
Il bisogno di lei di giustificarsi per errori non commessi e la brutalità con cui lui dà per scontata la persona che gli sta accanto, mostrano bene quanto sia lui solo ad avere il controllo. E nonostante non lo idealizzi e sia consapevole di star sacrificando la sua libertà per timore della solitudine, non lo lascerebbe mai. 

Il libro è scritto molto bene, e le frequenti considerazioni della protagonista non risultano mai pesanti, invece coinvolgono. 
Ho apprezzato il fatto che è presente sia l'aspetto psicologico-emotivo, che è dominante e fondamentale durante la lettura, sia quello degli eventi veri e propri, ossia la ricerca della verità e il disvelamento dei segreti del passato. Non manca un colpo di scena finale! 
Consiglio quindi la lettura a chi cerca un thriller "soft", riflessivo, scorrevole e ben scritto. 


«A volte sembravamo degli estranei, che per motivi diversi avevano scelto di condividere lo stesso letto.»

«Apparteneva alla sfera dei giochi di potere. Un legame che non essendo costruito sull'equilibrio, la condivisione e il reciproco rispetto, era alimentato da una parte dal senso di dominio e possesso, e dall'altra dalla necessità di essere considerata e non abbandonata, annullandosi e rendendosi schiava delle esigenze altrui, pur di mantenerlo nel proprio quotidiano. 
E seppur consapevole di tutto ciò, a volte in maniera così chiara da definirla un'ossessione, non ero in grado di fare diversamente. Sì. Avrei accettato tutto.»

_Lisa_

mercoledì 18 agosto 2021

Segnalazione "Come una notte senza stelle" - Valentina Bellucci

Buongiorno lettori, 

come state passando l'estate? Come sempre noi vi teniamo compagnia con qualche interessante proposta di lettura. Questa volta si tratta di uno young adult pubblicato a giugno di quest'anno, Come una notte senza stelle dell'autrice Valentina Bellucci.


Titolo: Come una notte senza stelle
Autrice: Valentina Bellucci
Genere: Narrativa young adult






Trama:

"Come credi di poter fuggire da ciò che sta dentro la tua testa?"

Charlotte è mia sorella.
Ma non è una sorella qualunque. Lei è la mia gemella. Siamo uguali in tutto. Stesse labbra, stesso sorriso, stessa altezza, stessi occhi e stesse lentiggini sul viso. Lei però ha i capelli ramati, io sono più bionda. Lei è nata prima di me, circa tre minuti prima. Io sono venuta dopo. Sono sempre venuta dopo di lei. Era semplicemente fantastica, aveva luce negli occhi. Chi ci conosceva diceva che eravamo indistinguibili, diceva che avevamo anche lo stesso carattere, ma io so che non era così. Lei era molto più di me. Lei aveva qualcosa che io non ho mai avuto. 
Poi un giorno è morta. E inconsapevolmente sono morta anch’io. Nonostante tutto continuerò a crescere, mentre lei avrà sette anni per sempre. Non cambierà mai. Da dove viene lei le cose non mutano. Restano come congelate nello spazio e nel tempo, ed è per questo che, quando l’ho persa, ho smesso di parlare.
Fino a quando è arrivato lui, Henry, e tutto il mio mondo è precipitato una seconda volta.





venerdì 13 agosto 2021

Recensione "La terra delle isole" - Giò Fiore

Titolo: La Terra delle Isole
Autore: Giovanni Fiore
Editore: Independently published 
Genere: romanzo d'avventura
Pagine: 328
Prezzo: 11,80 €




“La Terra Delle Isole” è un racconto avventuriero. 
Tre ragazzi, Eithin Mun, Jonteri Keiss e Tom Sallei vivono ad Athen una delle tante isole, che galleggia sul mare Isolano. Con un particolare che la differenzia dalle altre, non ha un cuore, è spenta, morta, ed è stata lasciata all’abbandono per molti anni. Il sindaco Van, sembrava interessarsi solo degli abitanti più ricchi, il resto della gente diventava sempre più povera, si ammalava, cadeva in disperazione, in molti restarono senza lavoro. Dopo che la pietra, cuore dell’isola, venne rubata, l’unico che dava importanza a qualsiasi abitante, povero o ricco, era il magnanimo giudice Fischer. Tutto in quell’isola sembrava destinato a non cambiare, l’unico che provò a farlo si rivelò un impostore. Eithin, Jonteri e Tom furono costretti da una sorte ingiusta, a prendere le veci dei grandi, intraprendendo un viaggio, basandosi su delle storie raccontate da un folle, che narravano di un’isola e della sua magia.


Tom è un mozzo dalla grande sete d'avventura, in cerca del padre scomparso. Eithin è un creativo studente, compagno e amico di Jonteri, con cui ama fantasticare di audaci imprese. Tutti e tre vivono ad Athen, un'isola disastrata, dove povertà, disoccupazione e differenze sociali dilagano ormai da troppo tempo.  
La prima cosa a colpirmi è stata la giovanissima età dei protagonisti, che nonostante questo non hanno vita facile: tra i brutali metodi di educazione a scuola, i bulli e le difficoltà, soprattutto economiche, delle famiglie, i problemi a cui pensare non mancano certo. 
Ho apprezzato molto i dettagli della vita sociale e famigliare sull'isola descritti dall'autore, per esempio il ruolo dei nonni nelle famiglie in difficoltà. Non si può quindi negare che alcuni aspetti nel racconto ricordino in parte la nostra stessa società. 
L'autore dedica una certa attenzione anche alle macchinazioni degli astuti governanti, alcuni dei quali si dimostrano privi di ogni scrupolo pur di abbindolare il popolo con false speranze, e ottenere il potere e la ricchezza agognata, a qualsiasi costo. 

Nella prima parte del libro le vite dei due amici e del giovane Tom si alternano, per poi incrociarsi sempre più strettamente nel corso delle vicende. 
Fin da subito ho fatto il tifo proprio per Tom, dato che mi affeziono facilmente ai personaggi in cerca di riscatto, che fanno del proprio meglio senza darsi per vinti, ma anche Eithin, Jon e un altro personaggio (di cui starà a voi scoprire l'identità) mi hanno colpito positivamente. 
Sull'isola è presente un'istituto per orfani, il Castello di Göz, attorno al quale si crea un alone di mistero e sospetto da parte del lettore, e sarà proprio questo a dare il via alla vera e propria avventura dei tre coraggiosi ragazzini. 
Avventura durante la quale, messe da parte le differenze e le ostilità, condivideranno sogni, speranze e preoccupazioni, sostenendosi a vicenda. 
Scopriranno che il mare rappresenta libertà, ma anche fatica e pericoli, scopriranno di avere risorse inaspettate e capiranno che le persone possono cambiare e rivelarsi differenti da come apparivano, nel bene o nel male. Possono comprendere i propri sbagli e correggere la propria strada, o ingannare tutti e rivelare il loro vero volto solo dopo aver ottenuto ciò che volevano.

Il libro è davvero scorrevole e la storia si fa leggere molto volentieri, senza intoppi. 
È sicuramente una storia d'avventura e di mare per ragazzi, ma io penso che possa essere facilmente apprezzata anche dai più grandi. 
Una bella lettura, adatta all'estate, magari da portarsi in spiaggia! 


«Il Folle aveva scritto di una profonda scissione avvenuta tanti anni prima: finché la pietra di Arione era rimasta incastonata nell'isola, l'economia era fiorente, le fabbriche sputavano fumo dai camini e non si fermavano mai; di lavoro ce n'era in grande quantità e i ragazzi, non appena finivano gli studi, riuscivano in breve a venire assunti nel settore nell'ambito del quale avevano studiato. Ma il dopo-pietra... quello sì, che era stato clamoroso.»

_Lisa_

mercoledì 28 luglio 2021

Recensione "Novecento" - Alessandro Baricco

Titolo: Novecento. Un monologo
Autore: Alessandro Baricco
Editore: Feltrinelli
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 64
Prezzo: 7,00 €




Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Questo racconto, nato come monologo teatrale, è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film "La leggenda del pianista sull'oceano". 


Novecento è una sorta di monologo teatrale, ma è anche un racconto e il nome del protagonista: Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento. 
Novecento è uno straordinario pianista sul Virginian, una nave che solca le acque dall'Europa verso l'America, e viceversa, tra gli anni '20 e '30. Nato a bordo del piroscafo, ha iniziato a suonare a ritmo con l'oceano e non ne è mai sceso. 
Il narratore è Tim Tooney, un trombettista jazz che, lavorando sul transatlantico, diventa un grande amico del misterioso Novecento e, nonostante le loro strade a un certo punto si dividano, avrà a cuore le sue sorti fino alla fine. 
È una lettura molto breve, ma molto piacevole, profonda e ricca di episodi divertenti, come l'aneddoto che spiega lo strambo nome del protagonista o la sfida tra Novecento e un altro noto pianista. Lo consiglio a chi cerca una lettura veloce, affascinante e che faccia sorridere!

«Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era, e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio.»

La fantasia del pianista viaggia mentre preme i tasti bianchi e neri come nessun'altro prima o dopo di lui, e allo stesso modo la nostra fantasia viaggia mentre leggiamo e proviamo a immaginarci la sua musica, fingendo di essere un passeggero di terza classe su un piroscafo diretto in America nel pre-guerra. 
Nonostante non abbia mai messo piede a terra, Novecento viaggia in luoghi esotici e città industriali attraverso i passeggeri, gli emigranti e i viaggiatori che incontra a bordo e le storie che questi raccontano. Assorbe la meraviglia che gli altri hanno visto e sentito e si lascia stupire. Un po' come facciamo noi con i libri, un po' come fanno i bambini. 
Ma qual è la ragione per cui non scende dalla nave? Cosa glielo impedisce? Potrebbe essere la paura dell'immensità di un mondo che non conosce, il rifiuto di stabilirsi in un posto fisso sulla terra ferma, o potrebbe anche essere già felice così sull'oceano. Sta a voi scoprirlo e trovare la vostra spiegazione. 

«Andavo di fantasia, e di ricordi, è quello che ti rimane da fare, alle volte, per salvarti, non c'è più nient'altro.»

Curiosità cinematografica: ho scoperto che nel 1998 da questo monologo è stato tratto un film, La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore, e penso proprio che lo guarderò!






 
_Lisa_

lunedì 19 luglio 2021

Segnalazione "Alex e Anya" - Sara Pilotta

Buongiorno a tutti! 
Oggi vi segnaliamo un libro scritto da una giovane autrice che potete trovare in vendita su Amazon. È consigliato ad un pubblico di soli adulti per via di alcune scene di sesso presenti nella storia. Il ricavato sarà devoluto all'associazione: "Baffi e Code ONLUS" di Vercelli. 

Titolo
: Alex e Anya 
Autrice: Sara Pilotta
Editore: Amazon KDP
Genere: Romance
Pagine: 275
Prezzo: € 11,96 cartaceo, € 1,99 ebook 




Trama:
Siete mai stati a Luxum? È una città -misteriosa dove spesso s’intrecciano storie che sanno di polvere e tempi lontani. Non c’è spazio per l’amore e nemmeno per il cielo azzurro; ci sono spade, sangue e territori da conquistare. Ci sono solo padroni da servire e inganni da dipanare. In uno di questi viaggi però qualcosa accadrà e a Luxum soffierà un vento nuovo. Alex è una guardia al soldo di un padrone senza scrupoli. Anya è una giovane schiava lasciata a morire nel deserto. Lui la salva e tra i due è amore a prima vista. Sembrerebbe la fine di una fiaba, ma non è che l'inizio di una lunga avventura. Due anime ferite che cresceranno tra difficoltà e pericoli. Riusciranno i nostri protagonisti a raggiungere la serenità? 


Curiosità
La storia d'amore fra Alex e Anya mi è apparsa in sogno in una notte qualunque di Marzo. Sembrava un film d'animazione giapponese, dai tratti delicati e dalle scene d'azione vivide. Non avendo mai scritto niente prima, mi sono chiesta se fosse il caso di iniziare proprio in quel momento, ma l'idea era forte, più forte delle mie paure. 

Estratti:
Alex 
La prima volta che la incontrai faceva un caldo torrido, il sole era al suo apice nel cielo e avevamo la sabbia anche nei calzoni. Volevo disperatamente farmi un bagno come si deve, ma nel deserto, è risaputo, l’acqua è cosa assai rara e di lì ad altri sette giorni di cammino non avremmo visto altro che dune. 

Anya
La prima volta che lo incontrai faceva un caldo torrido, il deserto mi stava uccidendo prima delle botte che avevo ricevuto. Avevo una dannata sete, la gola mi faceva male, non riuscivo a respirare e non potevo muovermi; ci avevo provato, ma avevo qualcosa di rotto, lo sentivo. 


Biografia
Sara Pilotta ha 35 anni e vive a Vercelli. Diplomata in lingue straniere, è un'appassionata lettrice e grande fan di Stephen King. Ama l'animazione e la cultura giapponese, gli animali e i viaggi. Questo è il suo primo romanzo.

lunedì 12 luglio 2021

Recensione Rika - Mario Vattani

Titolo: Rika
Autore: Mario Vattani
Editore: Idrovolante edizioni
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 250
Prezzo: 18,00 €




Con Rika si ritorna alle atmosfere cupe, al ritmo incalzante e ai momenti visionari e cinematografici che avevano già caratterizzato i precedenti romanzi di Mario Vattani.
Questo è un libro sul coraggio, sulla determinazione a resistere a tutti i costi, con protagonista una diciassettenne di Tokyo e la sua terribile avventura in Italia, a Roma. Il racconto è basato su un episodio di cronaca realmente accaduto nella Capitale nel 2011 ad una giovanissima turista giapponese. Scopriamo Rika nella sua periferia di Tokyo, poi la seguiamo durante il suo viaggio, e presto ci troviamo a decifrare il suo modo di vedere l’Italia, Roma, gli italiani.
Lo stile è rapido, avvincente, crudo, anche se tra una pagina e l’altra non manca l’ironia. E alla fine, gli occhi di questa ragazza così lontana da noi diventano uno specchio implacabile in cui improvvisamente ci riconosciamo, spogliati da ogni presunzione di cultura, civiltà o superiorità, presi dalle nostre ossessioni, dalle nostre debolezze, senza scuse di fronte al valore tagliente e spietato del coraggio.


La prima cosa a colpirmi è stata la narrazione in prima persona, che in una vicenda già realistica di per sé rende la lettura ancora più inclemente. Inoltre l'autore è stato abilissimo a calarsi nei panni e nei pensieri di una ragazza giapponese di diciassette anni. 
La scrittura è davvero scorrevole e fluida, senza fronzoli e sempre accompagnata da un pizzico d'amara ironia. 
Ogni parola cattura il lettore che è spinto a prestare la massima attenzione anche ai pensieri casuali o alle riflessioni apparentemente sconnesse della voce narrante, Rika. 

Mario Vattani ci racconta alcuni episodi della vita di questa ragazza a Tokyo, una Tokyo a cui non siamo abituati, prima della partenza per l'Italia in viaggio turistico con la madre e la sorella.
Un aspetto che emerge subito, vista anche la giovane età della protagonista, è la visione di sé e del proprio aspetto fisico: il viso con o senza trucco davanti allo specchio, lo sguardo degli altri sul proprio corpo, le molestie. Tema che tra l'altro è assolutamente attuale, visto quanto ultimamente si parla di catcalling e dei pregiudizi che fanno vilmente ricadere la colpa sulla vittima. 
Quando poi si passa alla vera e propria violenza, allo stupro, diventa molto difficile parlarne nel modo più delicato e rispettoso possibile. 
Un altro aspetto importante è la famiglia: Rika vive con la sorellina e la madre, con la quale però ha un rapporto molto fragile e complicato. La protagonista infatti dà l'idea di essere molto sola, e una volta in Italia, lontana dai luoghi conosciuti e dagli amici, lo è davvero. 
Al suo arrivo a Roma è interessante scoprire quali differenze la colpiscono rispetto al suo Paese d'origine, ci permette di vedere le nostre falle con occhio esterno e notare dettagli che altrimenti diamo per scontati.  
Insicurezza, fragilità, ma allo stesso tempo forza, dignità, fierezza e coraggio. La fierezza che le ha dato la forza di salvarsi da sola. Ecco ciò che mi ha trasmesso Rika. 

Il tono è cupo ma cattura subito l'attenzione e la mantiene senza sforzo fino alla fine, il libro si legge tutto d'un fiato, se non fosse per il nodo allo stomaco che lascia, com'è giusto che sia. 
Un libro che fa riflettere, che fa male e fa bene al tempo stesso, coraggioso come la lotta delle protagonista e la sua forma di riscatto.
È una lettura vera, terribilmente reale. Rika è terribilmente umana. 

Assolutamente consigliato.
Ringrazio di cuore Idrovolante Edizioni per avermi fatto conoscere questo libro e questo autore, di cui recupererò sicuramente altre opere. 

"Adesso ho capito cos'è quella cosa che ha in fondo alle pupille, cos'è quel gancio che mi prende nel torace. È una cosa buia, lontanissima. Come una solitudine."

"Ora riesco a vedere la mia immagine riflessa nel lunghissimo specchio dalla cornice dorata, quello appeso in alto, lungo la parete opposta. Noto soprattutto i miei capelli, talmente gonfi e spettinati da far apparire la mia testa molto più grande di quanto non sia davvero. Il volto non si distingue bene, ma in ogni modo non somiglia al mio, è attraversato da strisce scure, come quello di un selvaggio, o di un demonio delle foreste."


Mario Vattani è nato in Francia nel 1966 e ha completato i suoi studi in Inghilterra. Entrato in carriera diplomatica a ventitré anni, ha lavorato negli Stati Uniti, in Egitto, e soprattutto in Giappone. Ha vissuto molti anni a Tokyo, in veste di diplomatico e ricercatore universitario, e in seguito a Kyoto e Osaka, dove è stato console generale. Appassionato della cultura del Sol Levante nelle sue più diverse forme, parla correntemente il giapponese. I suoi articoli su Giappone e Asia sono apparsi su Il Foglio, Libero e altri quotidiani nazionali.


_Lisa_

lunedì 5 luglio 2021

Recensione Racconti - H. von Kleist

Titolo: La marchesa di O... E altri racconti
Autore: Heinrich von Kleist 
Editore: Garzanti
Genere: racconti 
Pagine: 247
Prezzo: 12,00 €




Trascurato dai suoi contemporanei, Kleist è considerato da tempo una delle più originali personalità dell'epoca romantica, che da un lato egli rappresenta tipicamente e dall'altro contraddice e supera. Nei suoi personaggi si scatenano le stesse potenze irrazionali che agitarono ed esaltarono la sua esistenza. In una prosa altamente drammatica, quasi scolpita in un rilievo bronzeo, Kleist dà vita a personaggi e situazioni impregnati di patologica sofferenza, di titanica ribellione, di lotta contro un destino sentito e vissuto come assurdo.


Bisogna tenere conto, leggendo, che questi racconti sono stati pubblicati all'inizio del XIX secolo, quindi determinate situazioni che oggi ci risulterebbero inaccettabili, allora rientravano nelle comuni consuetudini. Nonostante ciò, molte tematiche trattate dall'autore sono ancora, almeno in parte, attuali e davvero interessanti.
Kleist era infatti molto attaccato al tema della giustizia, della colpa e della responsabilità, e soprattutto al tema dei diritti umani. 

Tra i racconti c'è la vicenda di Michael Kohlhaas, un onesto mercante di cavalli che, avendo subito un torto da parte di un barone, dopo aver tentato invano la strada del dialogo e delle istituzioni, finisce per cercare la sua vendetta da sé, diventando un fuorilegge. 
Ne Il terremoto in Cile si racconta della catastrofe naturale che, seppur per breve tempo, salva due giovani amanti dalla condanna a morte, alla quale erano destinati per la loro relazione che violava le convenzioni dei ceti sociali. La catastrofe della natura viene però sostituita poi dalla crudeltà umana. 
La marchesa di O. è protagonista di uno scandalo: la rispettabile vedova si trova, senza sapere come, in stato di gravidanza. Questo fatto porta la famiglia disonorata a cacciarla di casa, mentre la donna cercherà di scoprire chi è il padre-fantasma dell'inatteso figlio. 
Nonostante nell'edizione più recente dia il titolo alla raccolta e sia considerata tra le più riuscite opere dell'autore, La marchesa di O. non è tra i racconti che ho preferito. Ho apprezzato moltissimo invece Michael Kohlhaas, Il terremoto in Cile e Il fidanzamento a Santo Domingo. In tutto, i racconti contenuti nel libro sono otto.

Kleist ambienta spesso le sue storie nel passato, uno dei racconti persino nel medioevo, e usa toni realistici (anche se è presente qualche elemento magico), drammatici, ma mai senza un pizzico di ironia. 
Affronta temi collettivi e di critica sociale, difendendo l'onestà e la tolleranza, anche religiosa. Critica la bigotteria e l'ingiustizia, il malfunzionamento delle istituzioni e delle gerarchie di comando. Tratta, nel Fidanzamento a Santo Domingo, il tema del razzismo e della mescolanza etnica, dell'odio e della famiglia. Vendetta, amore, denaro, fede, caos e ricerca della verità si alternano e si oppongono nei suoi racconti, che nonostante l'età sono molto piacevoli da leggere. 

I racconti più noti sono anche diventati dei film: