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mercoledì 6 dicembre 2017

Seconda giornata "Quattro blog per un autore": La musa della notte - Sara Simoni

Bentornati lettori in un altro appuntamento della rubrica "Quattro blog per un autore"
Siete pronti? 





Titolo: La musa della notte 
Autore: Sara Simoni                                                                     
Genere: Urban fantasy                                                                                         
Prezzo: 9,35




Sinossi: 
In una Milano piena di incanto e di mistero, due fazioni sono impegnate in una lotta segreta da un tempo antichissimo: le streghe, donne dotate di terribili poteri magici, e i loro cacciatori naturali, gli inquisitori, uomini che di generazione in generazione si tramandano il compito di proteggere la popolazione dalla magia. Ma qualcosa comincia a cambiare quando nelle aule di un’università la strega Viviana e l’Inquisitore Arturo si incontrano come due normali studenti. L’attrazione è forte, ma né Viviana né Arturo possono dimenticare chi sono e da dove vengono.
“Ci vorrebbe tanta più forza di quella che noi abbiamo per non farci del male.”


Contatti: 
www.facebook.com/sarasimoniautrice/ 
www.storiescadute.it     
http://blog.storiescadute.it    




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“LA VITA DIVERTENTE DI UN AUTORE”

Ci sarà sicuramente un aneddoto divertente legato alla stesura del tuo romanzo. Raccontaci un po’ del lato comico legato al tuo libro o magari legato alle tue prime presentazioni davanti a un pubblico.

Ho cominciato a fare presentazioni molto giovane, dal momento che il mio primo romanzo è stato pubblicato quando avevo solo 17 anni. Allora ero piuttosto inesperta e i disguidi per disorganizzazione erano all’ordine del giorno.
Una volta, ad esempio, ero stata invitata a una fiera del libro in una città sul lago Maggiore (vicino a casa mia, ma non così tanto; tenete conto che all’epoca non avevo ancora la patente ed erano i miei genitori a dovermi accompagnare). Avrebbe dovuto essere un evento abbastanza importante, grazie anche alla presenza di alcuni autori famosi. Io avrei dovuto partecipare a un’intervista radiofonica insieme ad altri giovani scrittori e il pensiero mi emozionava, dal momento che non avevo mai parlato in radio e mi sembrava una bellissima opportunità.
Arrivai nel luogo dell’evento, una villa grandiosa, e mi sembrò di essere entrata nel regno delle favole: c’erano effettivamente diversi autori importanti che presentavano le proprie opere in una serie pressoché continua di incontri. Quando però cercai di capire come si sarebbe svolto l’evento che mi avrebbe visto coinvolta, trovai l’inghippo: l’intervista era prevista per le 2.00 di notte. Restare fino a quell’ora era per me improponibile, dal momento che non ero automunita (e poi, andiamo, un evento letterario alle 2.00 di notte non potrà certo avere un gran pubblico, sia in presenza che in differita). Ero giù di morale, perché per un attimo avevo sfiorato un mondo incantato, illudendomi di farne parte, e invece era stata solo una fregatura.
In qualche modo dovetti fare pena ad alcuni degli autori presenti all’evento, perché alcuni di loro (tra cui Gianni Biondillo) chiamarono gli organizzatori e improvvisarono una presentazione per me e per il mio libro. Fu una cosa informale e assolutamente non programmata, ma mi fece sorridere e fu una straordinaria dimostrazione di solidarietà da parte loro. Ero solo una ragazzina entusiasta alle prese con il suo primo romanzo (un libro che oggi, onestamente, non consiglierei a nessuno), ma decisero lo stesso di darmi una mano.
Dubito che oggi qualcuno di loro ricordi ancora l’episodio, ma io ci ripenso con piacere. Ogni tanto può sembrare che quello dell’editoria sia un mondo difficile, e capita che gli altri autori portino invidia e rancore nei confronti dei colleghi, o che, nel migliore dei casi, ostentino un’altezzosa indiffrerenza. Tutte le volte che mi scontro con questi comportamenti e sento che la tristezza sta per assalirmi mi ricordo di quegli scrittori che nel 2010 improvvisarono una presentazione per me e per il mio pessimo libro e capisco che, a prescindere da tutto, è quello il tipo di autore che voglio essere.










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