Siete pronti?
Titolo: La musa della notte
Autore: Sara Simoni
Genere: Urban fantasy
Prezzo: 9,35
Sinossi:
In una Milano piena di incanto e di mistero, due fazioni sono impegnate in una lotta segreta da un tempo antichissimo: le streghe, donne dotate di terribili poteri magici, e i loro cacciatori naturali, gli inquisitori, uomini che di generazione in generazione si tramandano il compito di proteggere la popolazione dalla magia. Ma qualcosa comincia a cambiare quando nelle aule di un’università la strega Viviana e l’Inquisitore Arturo si incontrano come due normali studenti. L’attrazione è forte, ma né Viviana né Arturo possono dimenticare chi sono e da dove vengono.
“Ci vorrebbe tanta più forza di quella che noi abbiamo per non farci del male.”
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“LA VITA DIVERTENTE DI UN AUTORE”
Ci sarà sicuramente un aneddoto divertente legato alla stesura del tuo romanzo. Raccontaci un po’ del lato comico legato al tuo libro o magari legato alle tue prime presentazioni davanti a un pubblico.
Ho
cominciato a fare presentazioni molto giovane, dal momento che il mio primo
romanzo è stato pubblicato quando avevo solo 17 anni. Allora ero piuttosto
inesperta e i disguidi per disorganizzazione erano all’ordine del giorno.
Una
volta, ad esempio, ero stata invitata a una fiera del libro in una città sul
lago Maggiore (vicino a casa mia, ma non così tanto; tenete conto che all’epoca
non avevo ancora la patente ed erano i miei genitori a dovermi accompagnare).
Avrebbe dovuto essere un evento abbastanza importante, grazie anche alla
presenza di alcuni autori famosi. Io avrei dovuto partecipare a un’intervista
radiofonica insieme ad altri giovani scrittori e il pensiero mi emozionava, dal
momento che non avevo mai parlato in radio e mi sembrava una bellissima
opportunità.
Arrivai
nel luogo dell’evento, una villa grandiosa, e mi sembrò di essere entrata nel
regno delle favole: c’erano effettivamente diversi autori importanti che
presentavano le proprie opere in una serie pressoché continua di incontri.
Quando però cercai di capire come si sarebbe svolto l’evento che mi avrebbe
visto coinvolta, trovai l’inghippo: l’intervista era prevista per le 2.00 di
notte. Restare fino a quell’ora era per me improponibile, dal momento che non
ero automunita (e poi, andiamo, un evento letterario alle 2.00 di notte non
potrà certo avere un gran pubblico, sia in presenza che in differita). Ero giù
di morale, perché per un attimo avevo sfiorato un mondo incantato, illudendomi
di farne parte, e invece era stata solo una fregatura.
In
qualche modo dovetti fare pena ad alcuni degli autori presenti all’evento,
perché alcuni di loro (tra cui Gianni Biondillo) chiamarono gli organizzatori e
improvvisarono una presentazione per me e per il mio libro. Fu una cosa
informale e assolutamente non programmata, ma mi fece sorridere e fu una
straordinaria dimostrazione di solidarietà da parte loro. Ero solo una
ragazzina entusiasta alle prese con il suo primo romanzo (un libro che oggi,
onestamente, non consiglierei a nessuno), ma decisero lo stesso di darmi una
mano.
Dubito
che oggi qualcuno di loro ricordi ancora l’episodio, ma io ci ripenso con
piacere. Ogni tanto può sembrare che quello dell’editoria sia un mondo
difficile, e capita che gli altri autori portino invidia e rancore nei
confronti dei colleghi, o che, nel migliore dei casi, ostentino un’altezzosa
indiffrerenza. Tutte le volte che mi scontro con questi comportamenti e sento
che la tristezza sta per assalirmi mi ricordo di quegli scrittori che nel 2010
improvvisarono una presentazione per me e per il mio pessimo libro e capisco
che, a prescindere da tutto, è quello il tipo di autore che voglio essere.



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