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mercoledì 14 marzo 2018

Seconda giornata "Quattro blog per un autore" - La chiamata di Visnu di Michela Rivetti

Buongiorno a tutti!
Eccoci qui con un nuovo autore della rubrica "Quattro blog per un autore"!
L'autore di oggi è:


Titolo: La chiamata di Visnu     
Autore: Michela Rivetti 
Genere: Fantasy
Editore: Biblioteca Edizioni 
Prezzo: € 9,35
Pagine: 245


Sinossi:
Visnu: il grande dio protettore della triade induista. Ogni qual volta che il mondo rischia di sprofondare nel male e nell’ignoranza e di perdere anche il poco bene che ancora vi alberga, egli veste panni mortali e da solo od aiutato da eroi, nasce sulla Terra per proteggerla.
Hiranyakshva, antico Asura che ha abbracciato la religione della scienza, si risveglia da un letargo di milioni di anni, determinato ad estirpare il dharma, l’etica e la morale poiché non esprimibili da una formula matematica e dunque inesistenti, a suo avviso.
Visnu, dunque, chiama antichi eroi a reincarnarsi per affiancarlo in questa nuova lotta combattuta non solo sui campi di battaglia e con armi, ma soprattutto negli animi e con la fede.
Irma, una giovane archeologa e alcuni dei suoi amici frati indiani prenderanno coscienza di chi erano nella loro vita precedente e dovranno adempiere al loro dovere, trovandosi a combattere in mezzo a Naga (uomini serpenti), Gandharva (musici e guerrieri celesti), i mostruosi e sanguinari Rakshasa e Yaksha e i Pishacha, esseri che sconvolgono le menti. Gli eroi troveranno un poco di quiete nel riflettere tra le strade odorose, gli edifici colorati e la cultura del Tamil Nadu.
La reale India del sud viene animata dalla mitologia tradizionale, in un romanzo dove nell’incontro tra culture si trova l’universalità di alcuni principi e valori. 


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“LA VITA DIVERTENTE DI UN AUTORE”

Ci sarà sicuramente un aneddoto divertente legato alla stesura del tuo romanzo. Raccontaci un po’ del lato comico legato al tuo libro o magari legato alle tue prime presentazioni davanti a un pubblico.

Un aneddoto divertente, inerente alla stesura del libro? Sob, sono ore che ci penso e non me ne viene in mente nemmeno mezzo!
Sono una persona così triste o è la mia memoria a tradirmi?
Può essere comico il fatto che, il giorno della prima presentazione, il bar che avrebbe dovuto ospitarci era chiuso? A quanto pare l’organizzatore aveva tenuto il telefono spento nei giorni precedenti e quindi il gestore del bar non era riuscito a contattarlo per informarlo che, causa malattia, il suo locale non era più disponibile.
Io e la ragazza che mi ha aiutata nella presentazione, siamo rimaste mezz’ora davanti al Caffè chiuso, ignare di tutto finché non è sopraggiunto l’organizzatore e abbiamo rimediato un altro locale, all’ultimo minuto, poco distante.
Non è molto divertente in realtà, vero?
Ci sono però stati alcuni momenti comici nella mia vita che ho deciso di inserire come piccoli episodi all’interno del romanzo.
Ad esempio, durante il mio viaggio in Tamil Nadu nel 2014, io e un altro ragazzo eravamo andati a fare una passeggiata pomeridiane lungo lo stradone di un’area di periferia dove palazzoni in cemento si alternavano a capanne in terra e foglie di palma e campi incolti.
Dopo un po’, sentiamo scoppi di petardi in lontananza ma non ce ne curiamo e procediamo. Più avanti ci sono alcuni giovani che stanno spargendo petali sull’asfalto.
Ci fermiamo, incuriositi, e li osserviamo. Prendiamo la macchina fotografica per ricordarci di questa stranezza e loro sorridono felici e si mettono in posa. Ci fanno poi segno di avvicinarci per scattare foto assieme.
Dopo un poco ci indicano un campanello di persone a qualche decina di metri dalla strada, in mezzo a un campo di terra ed erbacce. Con cenni del capo e gesti delle mani ci fanno capire che vogliono che li seguiamo per raggiungere il gruppetto.
Io e il mio compagno di viaggio ci scambiamo un’occhiata perplessa, poi scuotiamo le spalle e li accontentiamo.
Raggiunte le altre persone, ci fanno avanzare per vedere attorno a cosa tutti quanti si erano radunati: una fossa, una bara calata dentro, un paio di uomini che finiscono di inchiodare il coperchio.
Ricordo che rimasi interdetta per una manciata di secondi: non mi aspettavo nulla di tutto ciò.
È stata un’esperienza particolare l’essere coinvolti in un funerale (ci fecero anche tirare la terra per coprire la bara) da gente così allegra per il fatto di poter avere dei bianchi tra i partecipanti.
Non so se sia un episodio divertente anche per voi, ma la mia perplessità e il primo imbarazzo, penso lo fossero.
Gli altri episodi buffi che ho inserito nel romanzo sono stati per lo più dialoghi. Per non rovinarvi il gusto della lettura, mi limiterò a riportare una singola frase pronunciata dal mio professore di storia dell’arte dell’India: “Seduto con quella accanto, mi sentivo come il Tibet schiacciato dalla Cina!”
La mia vita d’autrice forse non è molto comica, spero almeno di trovare una foto buffa dalla presentazione.

Grazie per avermi ospitata e a presto! 


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